Wednesday, July 2, 2014

Reso conto Campionati Italiani Master, qualità dei Meeting e Campionati Italiani Master Invernali


La 30esima edizione dei Campionati Italiani di Nuoto Master FIN si è conclusa sabato, con risultati eccezionali sotto tutti gli aspetti con oltre 3mila atleti partecipanti che hanno dato vita a più di 12mila gare e 35 nuovi Record Italiani tra primati individuali (12 donne e 21 uomini), due staffette e tre Record Europei dei quali però solo due al momento sono stati omologati. Olesya Bourova, M35 della Rari Nantes Sori non è infatti passata al controllo costume dopo aver realizzato il primato continentale nei 100 stile (59”42). I report master che abbiamo trattato durante tutta la settimana descrivono quanto sia stato coinvolgente e tecnicamente elevato questo Campionato, ma non potevamo esimerci dal confrontarci direttamente con alcuni dei responsabili dell’organizzazione.
Organizzare un Campionato Italiano Master da oltre 3.400 iscritti comporta i suoi grattacapi. Quali sono state le difficoltà maggiori in questi mesi che hanno preceduto l’evento?
«Quando partiamo per l’organizzazione riteniamo sempre che possa accadere qualsiasi cosa e cerchiamo di prepararci in modo tale da farci trovare pronti ad affrontarla. La squadra, composta da Andrea Prayer – Delegato Federale Master, me come Responsabile Settore Master, Franco Lo Cascio – Responsabile Acqua Libere e pre chiamata atleti, Piero Gavita e Claudio Tomasi – Addetti al Controllo Piano Vasca, Giovanni Bozzolo e Cinzia Farina addetta alla pre chiamata, Roberto Migliori – Responsabile Settore Pallanuoto e Addetto al Controllo Piano vasca ed Organizzazione Staff, Tecla Gigliotta – Segretaria e controlli amministrativi, Ranata Marting – Controllo Record, Alessandro Ricci – Medico dei Campionati, Barbara Basili, Aura Truffo ed Alice Migliori – Segreteria e Luca Fortunati – Addetto alle Premiazioni, è collaudata sul campo. Non esiste un capo, tutti hanno il loro ruolo e tutti siamo pronti ad affrontare le variabili che possono verificarsi in qualsiasi evento.»
Dopo le edizioni di Bari e Trieste, come reputi questi Campionati Italiani Master?
«Non posso fare un paragone con Riccione perché gli impianti sono totalmente diversi. Sicuramente i numeri prodotti quest’anno potevano essere gestiti soltanto in questo impianto grazie al quale nulla di quanto accaduto tra gli imprevisti, ci ha messo in difficoltà.»
Cosa ti è piaciuto di più di questi Campionati?
«Lo spirito di gruppo degli atleti, i leader che fanno tempi stratosferici, la voglia e la passione anche delle persone che non raggiungeranno mai una medaglia e quindi la semplicità degli atleti che poi portano ai grandi risultati.»
I Meeting del Circuito Supermaster marcati FIN sono diventati tantissimi. Molti sono eccellenti, ma alcuni peccano parecchio di qualità organizzativa. Visto che i costi per partecipare ad un Meeting Master sono uguali per tutti gli eventi, non pensi che FIN debba garantire agli atleti un certo livello minimo di qualità in un trofeo?
«Quando arrivano le domande per far parte del Circuito Supermaster FIN, ci affidiamo per la maggior parte al filtro dei Comitati Regionali. Ovviamente anche noi facciamo un esame delle richieste e vagliamo caso per caso. Il controllo di qualità che vorremmo portare avanti ha bisogno di altri filtri provenienti dal piano vasca, ma questo è un obiettivo non semplice da realizzare. Già oggi comunque stiamo evidenziando quei meeting svolti in maniera non idonea, al fine di decidere se eliminarli dal Circuito.»
Anche la Pallanuoto, Sincro e Tuffi Master cresce ma non con gli stessi ritmi del nuoto in vasca. Cosa manca a questi settori per fare il salto?
«Il problema maggiore sono i costi, ma in ogni caso sono cresciuti comunque tantissimo. I prossimi Campionati Master di Pallanuoto che faremo ad Ostia vedranno circa 30 squadre partecipanti che rappresentano un incremento del 30% e soprattutto abbiamo la categoria 60+ maschile che in Italia non abbiamo mai avuto. Per quanto riguarda il Sincro e i Tuffi il discorso è molto più semplice, ma essendo questo un settore più di nicchia rispetto al nuoto, raccoglie meno partecipanti. Io curo anche il settore Propaganda per i Tuffi che oggi fa da vero e proprio serbatoio di utenza per il settore Master. Importanti iniziative le stiamo proponendo anche per il Sincro per il quale ho ritenuto opportuno non seguire la richiesta FINA che prevede di iniziare non più dalla categoria M20 ma dalla M25. Ho deciso di agire in questo modo perché il settore Propaganda termina a 19 anni e quindi quegli atleti che terminano il percorso in Propaganda, possono continuare, senza fermarsi, nei Master. Infatti il risultato è che abbiamo più di 20 squadre iscritte ai Campionati Italiani Estivi che è un grande record.»
Campionati Italiani Master davvero spettacolari. Sicuramente la formula che vede i Campionati Italiani Master come parte conclusiva del Circuito Supermaster FIN è stata vincente.
«Questo cambio formula era sinceramente un modo per coinvolgere più persone a partecipare. L’apertura alle staffette è stata fondamentale per diversi motivi, tra i quali quello per cui volevamo far partecipare anche le famose staffette B, ovvero anche quelle meno competitive di ogni squadra. Anche l’apertura della classifica con tutti i punteggi conseguiti validi ai fini dei calcoli finali, eliminando il principio dei primi 16 a punti, ha permesso e permetterà anche alle società più piccole di entrare a punti, sentendosi partecipi a tutti gli effetti di questi Campionati. La risposta è stata importante perché hanno gareggiato ben 940 staffette, un qualcosa davvero fuori dal comune. Il cambio formula delle classifiche, includendo i Campionati Italiani nel Circuito Supermaster FIN, ha fatto si che siano state coinvolte in maniera particolare molte più squadre rispetto al passato. Possiamo dire che i nostri obiettivi, come Federazione, sono stati raggiunti in pieno.»     
Visto che siamo sulla tendenza di adeguarci ad altri Paesi europei, a quando un Campionato Italiano Master Invernale in vasca corta?
«Probabilmente è arrivato il momento di pensarci seriamente. Stiamo facendo grossi cambiamenti come settore Master FIN, ma stiamo facendo un passo alla volta. Già quest’anno abbiamo disputato per la prima volta i Campionati Italiani Master in modalità Open che hanno visto la partecipazione di una piccola rappresentativa russa, un primo passo importante dell’Italia verso un’europeizzazione del settore master. I Campionati Italiani Invernali sono un altro passo importante che logicamente richiede un impianto che abbia una certa disponibilità. Il progetto è comunque nei nostri pensieri e vedremo se riusciremo ad organizzarlo.» 
In mancanza di un impianto a doppia vasca corta, propongo di farlo su più fine settimana.
«Il discorso è che abbiamo un calendario fittissimo di meeting e non abbiamo fine settimana liberi per cui sarebbe difficile trovare lo spazio adeguato senza danneggiare alcuna manifestazione.»
Mi lanci un assist per un altro argomento piccante, quello del Calendario Supermaster FIN. Forse sono troppe le manifestazioni marcate FIN, soprattutto perché non tutte rispettano certi canoni di qualità che dovrebbero garantire proprio perché di Circuito FIN.
«Il problema della qualità sarà uno dei criteri che ci permetterà di fare delle scelte di esclusione dal Calendario perché certamente non possiamo incrementare ogni anno il numero delle manifestazioni. Sicuramente la qualità è importante e adesso dovremo fare delle scelte per decidere chi è da Calendario Supermaster FIN e chi no.»
Tantissimi record in questi Campionati Italiani ed un livello tecnico davvero molto alto. Questo anche perché sempre più agonisti arrivano nel settore master che di conseguenza diventa sempre più competitivo, tanto che il movimento italiano ha affrontato più volte l’argomento della distinzione. Cosa ne pensi tu a riguardo?
«Io sono sempre stato dell’idea che sia difficile creare uno sbarramento ed una distinzione dei livelli. Credo che i vari livelli debbano convivere. È logico che l’amatore avrà sempre il campione davanti, questo è inevitabile, ma penso che questo aspetto debba essere uno stimolo. Non bisogna dimenticare che le medaglie non possono vincerle tutti, questo sarebbe impossibile e che ogni atleta deve gareggiare prima di tutto per migliorare se stesso. L’amatore deve capire che comunque rappresenta una parte importante del movimento e che il grosso del movimento lo fanno proprio loro, cosa che non deve cambiare, perché il master è e deve restare un ambito amatoriale, dove si partecipa per divertimento. Chi ha la fortuna di avere capacità tecniche di fare determinati risultati grazie ad un certo passato agonistico, ben venga, ma non bisogna condizionare l’ambiente, perché ripeto, questo è un settore amatoriale che deve promuovere altri aspetti che riguardano il divertimento, la salute e la socializzazione e non il risultato.»
Dopo le edizioni di Bari e Trieste, come reputi questi Campionati Italiani Master?
«Fantastici! Secondo me abbiamo superato ogni limite di capacità organizzativa, perché ciò che è successo qui, in qualsiasi altro impianto, non sarebbe stato sostenibile. La disponibilità e le capacità organizzative dello staff della Polisportiva Comunale di Riccione, così come la stessa struttura di questa piscina, ha fatto si che potessimo rispondere prontamente a qualsiasi problema tecnico o derivante dalle condizioni meteo in maniera egregia.»
Rispetto all’edizione di Riccione 2012, come vedi i Campionati Mondiali di Montrèal? Non darmi risposte politiche – si scherza con Andrea Prayer.
«Saranno un po’ meno partecipati da parte degli italiani, ma in generale mi aspetto un edizione ridotta rispetto all’ultima svolta qui in Italia, anche se le squadre della Pallanuoto sono 60. Questo è già un numero importante rispetto alle 102 di Riccione che rimarrà sicuramente un record nel tempo e questo mi fa molto piacere perché vogliamo che anche gli altri facciano bene. È logico che ci tengo a ricordare i numeri di Riccione 2012 perché non credo che in Canada si possano ripetere, ma auguro che possa essere comunque una grande edizione.»
Qualche numero di questi Campionati?
«Tra i numeri già citati, annoto oltre 1.200 iscritti nei 50 stile libero, pochissimi assenti in generale, quindi un’altissima partecipazione, soprattutto nei tempi più alti, ovvero i famosi amatori di cui parlavamo prima che evidentemente ci tengono molto a partecipare.»
Ricezione alberghiera ed accoglienza della città unica, ristorazione eccellente, struttura sportiva perfetta. Quello che dà Riccione, non si trova da nessuna altra parte. Questo impianto può diventare la casa dei Master?
«Rispondo con un “eh”. »
Restate collegati con Swim4Life perché non abbiamo terminato. Prossimamente affronteremo l’argomento anche con Claudio Tomasi – Responsabile Statistiche e Controllo Piano Vasca e Roberto Migliori – Responsabile Settore Pallanuoto e Addetto al Controllo Piano vasca ed Organizzazione Staff.
Ricordiamo che lo staff di Swim4Life ha seguito tutti i Campionati dal vivo, presenziando con uno stand ufficiale all'interno dello Stadio del Nuoto di Riccione presso il quale abbiamo inoltre realizzato le foto per partecipare al concorso Sorridi e vinci Swim4Life ai Campionati Italiani Master di Riccione 201! Le foto saranno caricate a breve nella galleria dedicata al concorso. Votate e fatevi votare fino al 16 ottobre!

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fonte Swim4life di Paco Clienti

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